OGGETTO

definizione: stampa

SOGGETTO

identificazione: CONVERSIONE DI SAN PAOLO
titolo parallelo: CONVERSION OF ST PAUL
titolo: Conversione di San Paolo

LOCALIZZAZIONE

Bassano del Grappa, Museo Civico, Collezione Remondini
inv. I-6-6

PROVENIENZA

DATAZIONE

sec. XVI, prima metà
1545 ca.

AUTORE

ambito culturale: ambito veneziano? (incisore)
altre attribuzioni: Boldrini Nicolò (incisore)

STATO DELLA STAMPA

secondo stato (di due)

DATI TECNICI

xilografia; mm 775 x 1035
materia del supporto: carta
filigrana: da rilevare

STATO DI CONSERVAZIONE

discreto

MODALITÀ DI CONSERVAZIONE

RESTAURI

ISCRIZIONI











STEMMI, MARCHI

NOTIZIE STORICO-CRITICHE

Stampa monumentale in quattro blocchi che ebbe una notevole fortuna, come dimostrano i diversi esemplari sopravvissuti (qui elencati https://www.robinhalwas.com/004925-conversion-of-saint-paul).

Secondo la nostra ipotesi esistono due diverse matrici.

Della matrice 1 si segnalano per ora due stati.

Primo stato dove è presente una tavoletta con uno dei monogrammi utilizzati da Lucantonio degli Uberti (Basel, Kunstmuseum, Kupferstichkabinett, Inv. X.2528; London, Victoria & Albert Museum (ALU.0183.4), Bernard H. Webb Bequest, Inv. E. 4176-1919, frammento; https://www.robinhalwas.com/004925-conversion-of-saint-paul).

Secondo stato con tavoletta senza il monogramma: British Museum (ALU.0183.1); Bassano, Museo Civico (oggetto di questa scheda ALU.183.3); Boston, Museum of Fine Arts inv. 52.1089a-b; Collezione Drummond (ALU.183.2); Christie's sale 14914, lot 82, con filigrana (trifoglio con lettere Vd):
https://www.christies.com/lotfinder/prints-multiples/circle-of-tiziano-vecellio-called-titian-6110744-details.aspx?from=searchresults&intObjectID=6110744&sid=d0a9163a-b9e3-4d9c-a981-00eb7a7467f9


Non escludiamo che esistesse uno stato senza tavoletta precedente a quello firmato da Lucantonio degli Uberti: è da valutate infatti l'ipotesi che il disegno della tavoletta sia stato inserito in un secondo momento.

Matrice 2 di cui sembra sopravvissuto unicamente un frammento conservato alla Kunsthalle di Brema, Inv. no. 33029: solo in questa versione sono presenti banderuole entro le quali sono iscritte le parole di Cristo e di Saulo. I caratteri gotici dei cartigli fanno pensare che si tratti di una stampa eseguita in Germania da una matrice proveniente dall'Italia o una matrice copiata da una italiana, nella quale sono state operate delle interpolazioni. Si ricorda che il Trionfo di Cristo di Tiziano fu ripubblicato a Gand (ALU.0173.1) e ad Anversa (con iscrizioni in caratteri gotici in lingua francese ALU.0173.3).

La scena è incorniciata da due quinte: a sinistra una roccia dalla cui sommità crescono alcuni alberi; sulla destra un paese cinto da mura, con torri, chiese, campanili, e la porta d'ingresso seminascosta fra le mura e la roccia. In primo piano san Paolo giace a terra disarcionato. A destra il suo cavallo è trattenuto da un uomo mentre un altro, al suo fianco, ferma un cavallo che vuole fuggire: è ancora montato dal suo cavaliere che ha il volto atterrito girato per tre quarti a guardare il cielo squarciato. A sinistra di san Paolo, un uomo si ripara il volto con lo scudo tenuto con la sinistra, mentre la mano destra è pronta a sguainare la spada. A sinistra, sempre in primo piano, altri tre cavalli imbizzarriti e cavalieri spaventati. La scena di concitazione si amplifica in secondo piano: l'esercito è nel caos fra bandiere, vessilli, copricapi piumati, spade, lance e scudi. Nel cielo Dio circondato da angeli (quattro per parte) fra le nubi, tiene con la mano destra un bastone ornato da un vessillo e crociato nella sommità, mentre le mano sinistra è alzata in modo minaccioso.
Si tratta forse di una xilografia citata nella lettera scritta a Tiziano il 13 marzo 1567 dall'umanista fiammingo Domenico Lampsonio (Gaye 1840, III, pp.242 sgg.): egli considerava come opera del cadorino anche “quella brava conversione di S. Paolo”.
La stampa, che ha avuto varie attribuzioni e datazioni (per un resoconto si veda Muraro Rosand 1976, scheda 16, p. 89), deve essere messa in relazione con la Conversione di Saulo di Michelangelo nella Cappella Paolina in Vaticano, affrescata tra il 1542 e il 1545. Nella stampa infatti, sono presenti citazioni da quell'opera, come il soldato che si ripara con lo scudo e sguaina la spada in primo piano, in controparte rispetto all'omologo nell'affresco, o il cavallo impennato visto da dietro. La stessa impaginazione del soggetto, con Saulo al centro scaraventato per terra, l'esercito ai lati e l'apparizione di un Cristo terribile nel cielo, lega le due opere. Inoltre, risale al 1545, quando Michelangelo concluse l'esecuzione dell'affresco, il viaggio di Tiziano a Roma, dove fu ospite di papa Paolo III Farnese. È possibile che chi ha assemblato l'opera abbia avuto accesso a disegni di Tiziano di varie epoche, e fosse quindi ben introdotto nella sua bottega: infatti la rupe sulla sinistra coronata dagli alberi è quasi un leitmotiv della grafica del cadorino, comparendo anche nel Sacrificio di Isacco di Ugo da Carpi (ALU.0175.1 - ALU.0175.6).

DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA

tipologia: scansione da libro
note: Creative Commons

REPERTORI

BIBLIOGRAFIA

, "Monogrammist LA, Conversion of Saint Paul", Robin Halwas Booksellers Agents and Dealers in Fine Art, London, 2017 (post) 
https://www.robinhalwas.com/004925-conversion-of-saint-paul
Gaye J., Carteggio inedito d'artisti dei secoli XIV, XV, XVI, Firenze, 1840, pp. 242 sgg, v. III, pp. 242 sgg
Baseggio G., Intorno tre celebri intagliatori in legno vicentini, Bassano, 1844, pp. 25-27
Muraro M./ Rosand D., Tiziano e la silografia veneziana del Cinquecento, Vicenza, 1976, p. 89, n. 16

MOSTRE/ESPOSIZIONI

AUTORE DELLA SCHEDA

Urbini S., 2017
Urbini S., Atlante delle xilografie italiane del Rinascimento, ALU.0183.3, https://archivi.cini.it/storiaarte/detail/10834/stampa-10834.html