OGGETTO

SOGGETTO

identificazione: MAPPA DI RODI
titolo parallelo: MAP OF RHODES

LOCALIZZAZIONE

Berlino, Staatliche Museen, Kupferstichkabinett
inv. [-]

PROVENIENZA

DATAZIONE

sec. XVI, primo quarto
1522

AUTORE

EDITORI/STAMPATORI

Vavassore Giovanni Andrea, attivo 1531-1572 (editore/stampatore)
Venezia, 1522

DATI TECNICI

xilografia; mm 568 x 775
materia del supporto: carta
filigrana: da rilevare

STATO DI CONSERVAZIONE

discreto

MODALITÀ DI CONSERVAZIONE

RESTAURI

ISCRIZIONI

tipologia: di titolazione
lingua: volgare
tecnica di scrittura: a stampa
tipo di caratteri: lettere capitali romane
trascrizione: RODI/ STAMPATA IN/ VENETIA PER VAGAGNINO/ DI VAVASORI/ NEL MCCCCCXXII










STEMMI, MARCHI

NOTIZIE STORICO-CRITICHE

Mappa dell'isola e della città di Rodi assediata dai Turchi.

Iscrizioni principali: riquadro in alto a sinistra “STAMPATA IN/ VENETIA PER/ VADAGNINO/ DI VAVASORI/ NEL MCCCCCXXII”, in alto a destra “RODI”; seguono località: “LINDO”, “MARTINĒGO”, “CARTANLA”, “AGANCA” (?), “CANAL/ D RODI”, “VILANOVA”; capi militari/milizie: “MAVMHET/ BASAN”, “CHRISTIANI RENEGATI”, “AGA DELI IANICERI” (Bali Aga), “EL GRAN TVRCHO” (Solimano il Magnifico), “MVSTAFA CAPITANO” (Mustafa Pasha, cognato di Solimano il Magnifico) “NATOLIA BASAN”, “PE RIN/ EASAN”, “CORTV/GOLI” (comandante della flotta), “BASANDENE/GROPONTE”, “ELGR/Ā∙MAI/STRO” (Philippe de Villiers de L'Isle-Adam); edifici/ luoghi di rappresentanza: “PALAZ/∙D∙GRĀ/MAIS/TRO:”, “PAVIONDELGRAN TVRCHO”, “ARSENAL”, “LOCHODEIVSTICIA”; armamenti/strutture difensive: “S NICOLO”, “TORED FRAZA”, “BELGVARDO DE SPAGNA”, “SACHI DE GOTO/NIR LI FOSI:”, “MORTARI”, “BOTI/ARTIFICI/ATI”, “LE CAVESO/TTOTERRA:” “LE FASINEP[ER]/LIF FOSSI:”, [NA ZATERA (?)] “DE RODIOTI”

La xilografia riproduce l'assedio che la città Rodi subì dal 26 giugno al 22 dicembre del 1522, quando i Cavalieri dell'Ordine di San Giovanni si trovarono a fronteggiare lo smisurato esercito di Solimano il magnifico, intenzionato a eliminare definitivamente uno degli ultimi baluardi della cristianità e a consolidare il controllo politico ed economico della Sublime porta sul Mediterraneo orientale. Soccorsi solamente dalle truppe veneziane di stanza a Creta, malgrado gli appelli del grande maestro Philippe de Villiers de L'Isle-Adam, i religiosi e gli abitanti dell'isola resistettero per mesi ai cannoneggiamenti e ai continui assalti delle milizie del sultano grazie ad uno dei più sofisticati sistemi difensivi allora esitenti, messo a punto in seguito all'assedio del 1480 con l'apporto di Gabriele Tadini. Piegate da mesi di incessanti combattimenti entrambi le parti, infine, concordarono una pace in seguito alla quale fu concesso ai Cavalieri e alla popolazione di abbandonare l'isola con l'onore delle armi.
Come la Battaglia di Marignano la rappresentazione la veduta della città di Rodi appartiene a quel genere di pubblicazioni di carattere informativo volte ad aggiornare la popolazione in merito agli avvenimenti contemporanei, con una particolare predilezione per le guerre e le battaglie. Per la Repubblica di Venezia l'isola, inoltre, rappresentava al pari di Creta un importante avamposto militare per contrastare la minaccia economica e politica costituita dall'espansione turca. Per queste ragioni tutta la città dovette seguire con partecipazione ancora maggiore le vicende dei Cavalieri di San Giovanni.
La veduta restituisce le incessanti attività militari di quei mesi, con un particolare riferimento all'episodio della presa delle mura spagnole, avvenuto il 24 settembre. In seguito al più pesante bombardamento di tutto l'assedio, la milizia di giannizzeri guidata da Mustafa Pasha riuscì ad impossessarsi per breve tempo di un tratto del camminamento murario. I combattimenti si estesero, inoltre, ai baluardi attigui, controllati dalla nazione francese (in corrispondenza della già menzionata tor de fraza), italiana e inglese, già pesantemente danneggiato nelle settimane precedenti. Questo avvevenimento è chiaramente raffigurato, in corrispondenza della scritta “BELGVARDO DE SPAGNA “, dove si assiste ad un tumultuoso corpo a corpo. È difficile stabilire se si tratti dell'unico evento del conflitto narrato o se l'autore abbia, invece, tentato di alludere a altri precisi momenti della campagna militare. In questo caso si potrebbe identificare l'arrivo dell'avanguardia della flotta turca capitanata dal capitano Cartoglu (CORTVGOLI) con le imbarcazioni (in basso a destra), o il blocco navale coordinato dallo stesso capitano; lo sbarco dell'esercito ai piedi del monte Fileremo (in basso a sinistra); la disposizione di cannoni doppi, mortai e pezzi di artiglieria più piccoli lungo le mura e l'inizio dei bombardamenti delle posizioni inglese, provenzale e aragonese; gli attacchi al molo e alla torre di San Nicola (in basso); l'assalto del contingente di giannizzeri guidati da Bali Aga alle mura spagnole; la crescente attività degli zappattori specializzati turchi (in alto a destra, in corrispondenza della scritta LE CAVE SOTTOTERRA); infine, nella lunga colonna di soldati all'interno delle mura, l'esodo dei cavalieri.
Tuttavia sembra più probabile che la veduta si limiti ad alludere al più valoroso tentativo di resistenza di tutto l'assedio, la cui notizia si diffuse sicuramente in breve tempo in tutta Europa. Come testimonia la data del foglio, infatti, la ricezione degli eventi fu quasi immediata. Inoltre, la minuzia con cui vengono descritte l'artiglieria turca e le caratteristiche del sistema difensivo dimostrano una conoscenza dettagliata della vicenda. Indipendentemente dal riconoscimento degli episodi raffigurati la veduta fu realizzata tra l'inverno del 1522 e il 1 marzo 1523 (primo giorno dell'anno secondo il more veneto).
È evidente che in questa rappresentazione l'aspetto geografico passa in secondo piano, per lasciare spazio al tumulto e alla concitazione della battaglia. L'isola è evocata dal lembo di terra quadrangolare interamente occupato dalle varie azioni militari dell'esercito turco. L'unico elemento raffigurato con una certa verosimiglianza è, come già detto, il perimetro della cinta muraria, anche se le insenature costiere di Mandraki e Kolona, adibite a porti, sono restituite in maniera approssimativa.
L'unico foglio conservato è l'esemplare a colori del Kupferstich Kabinett del Neues Museum di Berlino. A questa scheda è allegata la riproduzione presente nella libro di Leo Bagrow. Illustrazioni analoghe sono contenute ne' El lachrimoso lamento che fa el gran maestro de Rodi con gli suoi cauaglieri a tutti gli principi de la christianita ne la sua partita. Con la presa de Rodi, pubblicato dal Vavassore attorno al 1530, e nelle successive riedizioni, di cui l'incisione costituisce il prototipo.

DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA

REPERTORI

BIBLIOGRAFIA

Almagià R., Il mappamondo di G. A. Vavassore, Firenze, 1920
Bagrow L., Giovanni Andreas di Vavassore, a Venetian cartographer of the 16th Century, a descriptive list of his maps, 1939, n. 1 
http://cul.worldcat.org/title/giovanni-andreas-di-vavassore-a-venetian-cartographer-of-the-16th-century-a-discriptive-list-of-his-maps/oclc/4458231
Schulz A. M., "Giovanni Andrea Vavassore and His Family in Four Unpublished Testaments", in Artes Atque Humaniora. Studia Stanislao Mossakowski Sexagenario dicata., Varsavia, 1998, pp. 117-125

MOSTRE/ESPOSIZIONI

AUTORE DELLA SCHEDA

Fiore L. Urbini S., 2018
Fiore L. Urbini S., Atlante delle xilografie italiane del Rinascimento, ALU.0492, https://archivi.cini.it/storiaarte/detail/13932/stampa-inserita-volume-13932.html
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