OGGETTO

definizione: stampa

SOGGETTO

identificazione: TEBAIDE
titolo parallelo: Thebaide

LOCALIZZAZIONE

Londra, British Museum, Department of Prints and Drawings

PROVENIENZA

DATAZIONE

sec. XVI, prima metà
1520 ca. - 1530 ca.

AUTORE

altre attribuzioni: Aspertini Amico (inventore)

DATI TECNICI

xilografia; mm 390 x 247
materia del supporto: carta
filigrana: da rilevare

STATO DI CONSERVAZIONE

buono

MODALITÀ DI CONSERVAZIONE

RESTAURI

ISCRIZIONI











STEMMI, MARCHI

NOTIZIE STORICO-CRITICHE

Questa grande xilografia firmata da Francesco Denanto è stata presa in scarsa considerazione dalla critica. È la metà destra di una composizione più grande, 390x533 mm, che si conserva presso lo stesso British Museum (n. inv. 1895,0617.92, ALU.0404.1). Raffigura un paesaggio montuoso con eremiti impegnati in varie attività, quali la preghiera, la pesca e il pellegrinaggio. La stampa è già nota al Nagler che la mette in relazione all'affresco dal medesimo soggetto al Camposanto di Pisa e viene riferita da Dillon ad Amico Aspertini, come “una copia eseguita dal pittore bolognese” dal citato affresco.
Va precisato che il soggetto, piuttosto raro in queste date e in area emiliana, viene in effetti sviluppato in un paesaggio dalla concezione spaziale medievale, analoga a quella dell'affresco pisano e sicuramente consonante ad alcune opere di Aspertini. Tuttavia non si ravvisa una specifica attinenza alla Tebaide del Camposanto e anche l'attribuzione del disegno ad Aspertini è da rivedere. Le rovine, per esempio, sono molto distanti da quelle dipinte solitamente dal pittore e i personaggi più tradizionali. Come inventore si avanza il nome di Lorenzo Costa, pittore che guarda molto Aspertini stemperandone però la carica innovativa in soluzioni più composte. Supporta questa attribuzione un disegno di Costa del medesimo soggetto, conservato al Getty Museum di Los Angeles (n. inv. 87.GA.11, http://www.getty.edu/art/collection/objects/202/lorenzo-costa-a-thebaid-monks-and-hermits-in-a-landscape-italian-about-1505/). Si potrebbe trattare di un primo schizzo per questa composizione poi sviluppata in maniera più articolata. In particolare si nota la medesima impostazione spaziale in cui la parte sinistra e la parte destra del paesaggio sono sviluppate secondo punti di vista incongruenti, ai lati di un simile sperone roccioso. Questo piccolo promontorio ha sia nel disegno che nella stampa le medesime insolite caratteristiche: è parzialmente artificiale, ha una grotta all'interno e una ricca vegetazione vi cresce sopra, mentre di lato scorre un corso d'acqua. Il disegno del Getty è datato 1505 su base stilistica, si può quindi ipotizzare che Denanto nel secondo o terzo decennio del Cinquecento abbia copiato un disegno esistente, non preparatorio per la stampa.

Questa xilografia è un'impressione migliore rispetto alle due note complete, una conservata presso lo stesso British Museum (ALU.0404.1, n. inv. 1895,0617.92) e una presso la Biblioteca Apostolica Vaticana (ALU.0404.2, n. inv. Stampe.V.41.53).

Incisore di origine savoiarda, Francesco Denanto fu attivo prevalentemente tra l'Emilia e Venezia tra il secondo e il quarto decennio del Cinquecento. Collaborò sicuramente con Girolamo da Treviso il giovane e con Amico Aspertini, che fornirono disegni per i suoi intagli. Le scarne notizie sul suo catalogo ci sono fornite dalle firme su alcune opere e uno dei pochi punti fermi ai quali possiamo ancorare la sua produzione è relativo all'edizione ferrarese dell'Orlando Furioso (Francesco Rosso da Valenza) del 1532, dove incide il suo nome nella cornice del ritratto di Ludovico Ariosto che chiude il volume (ritratto invece intagliato da Francesco Marcolini su disegno di Tiziano).
Oltre alle opere schedate in questo database, per le quali si vedano le schede e la bibliografia relativa, ad oggi non sono state rintracciate altre su opere firmate o a lui attribuite citate negli inventari della collezione di stampe di Ferdinand Columbus. Ad esempio, la serie di xilografie raffiguranti gli Apostoli e Cristo Salvatore (Mark. P. McDonald: nn. inv. 1642-6, 1648, 1650-1657, 1910, 2153, 2216, 2296, 2316, 2322, 2336), che doveva forse evocare la nota serie raffaellesca incisa a bulino da Marcantonio Raimondi e di cui esiste anche la versione xilografica (ALU.0838.1 - ALU.0850.1); o anche Il trasporto della Santa Casa di Loreto (Mark. P. McDonald n. inv. 2591) simile alla matrice modenese ALU.0408 e ALU.0408-M.

DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA

tipologia: fotografia digitale
ente proprietario: London, British Museum ©
note: Creative Commons

REPERTORI

Passavant J.D., Le peintre-graveur: contenant l'Histoire de la gravure sur bois, sur métal et au burin jusque vers la fin du XVI siècle [...], Paris, 1860-1864, I, 1863, p. 150; VI, 1864, pp. 213 s., 225 ss. 
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/passavant1860ga
Kristeller P., "Denanto, Francesco", Allgemeines Lexikon der bildenden Künstler von der Antike bis zur Gegenwart, Leipzig, 1913, p.63, p. 63
Dillon G., "Denanto, Francesco", Dizionario Biografico degli Italiani, 1990 
http://www.treccani.it/enciclopedia/francesco-denanto_(Dizionario-Biografico)/

BIBLIOGRAFIA

Zava Boccazzi F., "Tracce per Gerolamo da Treviso il Giovane in alcune xilografie di Francesco de Nanto", in Arte Veneta, 1959, p. 73
Baudi di Vesme, A., Schede Vesme. L'arte in Piemonte dal XVI al XVIII secolo, Torino, 1963-1982, v. IV, p. 1511
McDonald M. P., The Print Collection of Ferdinand Columbus (1488-1539). A Renaissance Collector in Seville, London, 2004
Depaulis T., "From Savoy to Rome: Francesco de Nanto, a Neglected Printmaker of the Early Sixteenth Century", in Print Quarterly, 2020, v. XXXVII, pp. 123-139

MOSTRE/ESPOSIZIONI

AUTORE DELLA SCHEDA

Urbini S./ Piazzi M.L., 2017
Urbini S./ Piazzi M.L., Atlante delle xilografie italiane del Rinascimento, ALU.0404.3, https://archivi.cini.it/storiaarte/detail/17978/stampa-17978.html