OGGETTO

definizione: stampa

SOGGETTO

identificazione: CARITA'
titolo parallelo: CHARITY

PROVENIENZA

DATAZIONE

sec. XVI/ XVIII
1540 post - 1704 ante

AUTORE

  • Anonimo (incisore, inventore)
ambito culturale: ambito italiano (incisore)
ambito italiano (inventore)
altre attribuzioni: Beham Hans Sebald

DATI TECNICI

xilografia; mm 188 x 128 ca., ; 189 x 129
materia del supporto: carta
filigrana: da rilevare

STATO DI CONSERVAZIONE

buono

MODALITÀ DI CONSERVAZIONE

RESTAURI

ISCRIZIONI

tipologia: indicazione di responsabilità
lingua: latino
tecnica di scrittura: a stampa
tipo di caratteri: lettere romane maiuscole
trascrizione: 1513/ HSB [Hans Sebald Beham]










STEMMI, MARCHI

NOTIZIE STORICO-CRITICHE


Abbiamo deciso di schedare quest'opera, anche se potrebbe non essere riferibile all'arco cronologico di competenza dell'Atlante, perché si tratta forse di caso di falsificazione in stile rinascimentale. Si tratta di una storia articolata, anche grazie al fatto che di questa stampa possediamo la matrice, che è conservata presso il fondo Soliani delle Gallerie Estensi di Modena.
Una donna in piedi, sorridente, con i capelli avvolti in una ricca fascia, stringe a se un neonato e tiene per mano un bambino che vorrebbe anche lui essere preso in braccio. I seni scoperti e la presenza dei due bambini identificano la figura femminile con la Carità. Completano la scena una vecchia con il capo coperto da un velo, raffigurata mentre accarezza la testa del bambino in piedi e tiene con l'altra mano un cerchietto, e un piccolo cane che alza la zampa destra mentre gira il muso a sinistra. La stampa è firmata con un monogramma che intreccia le lettere HSB e datata 1513.
L'inventore della xilografia l'ha costruita montando idee figurative diverse. Si è riferito sia ad immagini canoniche della Carità, come ad esempio quella di Nicola Pisano nel Battistero di Pisa, ma soprattutto, per il modo di accostare la giovane donna e la vecchia e per la loro relazione, alla grisaille con Giuditta e Oloferne di Andrea Mantegna della National Gallery of Ireland a Dublino. Il nostro artista dovette conoscerla tramite una delle molte traduzioni incise, come quella di Mocetto: questa Carità è quindi una copia con varianti, in formato ridotto, delle figure di quella stampa. Esiste un altro probabile riferimento iconografico che si citerà fra qualche riga.
Grazie alla sopravvivenza della matrice sappiamo che la data e il monogramma sono tasselli apocrifi inseriti nel legno probabilmente per nobilitare l'opera. Quando e da chi? Conosciamo una parte della storia di questa matrice. Il legno era di proprietà del milanese Pietro Barelli. Nel 1852 aprì un negozio di antiquariato e vendita di stampe e pubblicò un fortunato periodico, la versione ottocentesca dei libri di modelli: “Il traforatore italiano” (nella sua ditta si riproducevano anche disegni sui mobili tramite l'intaglio) Nel 1864 Barelli comprò dai tipografi Soliani le loro matrici, presumibilmente per ampliare il proprio catalogo di modelli ma anche per tirare delle stampe e venderle: la matrice della Carità però non appartiene al gruppo che Barelli aveva comprato da Soliani. Non sappiamo quindi dove era prima della permanenza presso la ditta Barelli: questa, con altre matrici che mai erano state dei Soliani (circa 140, tra cui ALU.0054-M, ALU.0405-M, ALU.0412-M), arrivò a Modena nel 1887 quando Venturi ricomperò dal figlio di Pietro, Napoleone Barelli il fondo Soliani per destinarlo finalmente alle collezioni Estensi.
Barelli è il candidato ideale al quale attribuire l'inserimento del tassello con la data 1513 e la firma HSB perché falsificare le matrici era una sua consuetudine: vari legni Soliani infatti tornarono a Modena, dopo il “trattamento” Barelli, con firme più o meno plausibili. Come vedremo però c'è un indizio che, nel caso della Carità, permetterebbe di scagionarlo.
Il falsificatore del legno non si è accorto della fonte mantegnesca dell'opera, non avrebbe probabilmente attribuito la xilografia a un autore tedesco. Però ha notato la relazione iconografica fra questo legno e un'incisione di Sebald Beham raffigurante la Carità dove la figura femminile ha, come nella nostra xilografia, un bambino in braccio, uno di fianco aggrappato alla veste e un cane. Possiamo ipotizzare che anche il nostro anonimo xilografo abbia avuto sotto gli occhi quest'opera e l'abbia rielaborata nell'impianto mantegnesco mutuato dalla Giuditta e Oloferne. La data 1513 apposta dal falsificatore, chiunque esso sia, non è plausibile: innanzitutto perché Beham nacque nel 1500, quindi sarebbe stato troppo giovane, e anche perché fino al 1532 si firmò HSP. Il falsificatore fu forse tratto in inganno dalla presenza del numero 3 nella stampa di Beham: ma il piccolo maestro intendeva che la Carità è la terza figura della serie delle Virtù Teologali. La serie di incisioni raffiguranti le Virtù Cardinali e Teologali fu incisa da Beham intorno al 1540, che quindi è da considerare come termine post quem per la nostra stampa.
Le fonti tacciono a proposito di quest'opera. Nell'esemplare della stampa conservato alla Kunsthalle di Brema è scritta sul verso, in italiano, una nota riguardo a data e monogramma, ricavata dall'Abbecedario pittorico di Pellegrino Orlandi, pubblicazione del 1704. Orlandi scrive che il monogramma fu utilizzato dal 1513 (senza menzionare la Carità) la data apocrifa sulla nostra stampa: si riferisce quindi proprio a quest'opera.
Possiamo fare due ipotesi per motivare la citazione da/di Orlandi.
Il possessore del foglio di Brema, in cerca di un autore per la propria stampa, trova il riscontro su Orlandi e lo trascrive sul verso della xilografia. Oppure qualcuno scrive la nota sull'esemplare, Orlandi lo vede e scrive la notizia nell'Abbecedario. Resta il fatto che bisognerebbe conoscere le fonti dell'abate bolognese.
Ad ogni modo possiamo considerare la data 1704 il termine ante quem per l'esecuzione e soprattutto falsificazione della Carità.






DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA

REPERTORI

Orlandi P. A., Abecedario Pittorico Nel quale compendiosamente sono descritte le Patrie, i Maestri, ed i tempi, ne' quali fiorirono circa quattro mila Professori di Pittura, di Scultura, e d'Architettura : Diviso In Tre Parti ... : Il tutto disposto in Alfabetto pe, 1704 
Volltext // Exemplar mit der Signatur: Rom, Bibliotheca Hertziana -- Ab 620-3040 raro kostenfrei (Digitalisierung)

BIBLIOGRAFIA

MOSTRE/ESPOSIZIONI

AUTORE DELLA SCHEDA

Urbini S., 2017
Urbini S., Atlante delle xilografie italiane del Rinascimento, ALU.0359.3, https://archivi.cini.it/storiaarte/detail/18120/stampa-18120.html