OGGETTO

definizione: stampa
identificazione: elemento d'insieme

SOGGETTO

identificazione: MAPPA DEL CAIRO
titolo parallelo: MAP OF CAIRO

PROVENIENZA

DATAZIONE

sec. XVI, prima metà
1548 ca.

AUTORE

DATI TECNICI

xilografia; mm 985 x 1883; mm 1020 x 1925
materia del supporto: carta
filigrana: da rilevare

STATO DI CONSERVAZIONE

buono

MODALITÀ DI CONSERVAZIONE

RESTAURI

ISCRIZIONI

tipologia: di titolazione
lingua: volgare
tecnica di scrittura: a stampa
trascrizione: LA VERA DESCRIPTIONE DELA GRAN CITA DEL CAIERO/ Stampato in Venetia/ In Frezaria per Mathio pagan al segno della Fede










STEMMI, MARCHI

NOTIZIE STORICO-CRITICHE

Esemplare di 21 fogli uniti.

Bier descrive come segue la veduta del Cairo:
“Così egli raffigura sul margine sinistro della veduta del Cairo l'inizio del delta del Nilo con le strade verso Rosetta e Damietta, sulle sponde e nel Nilo alcuni coccodrilli. Da Damietta una carovana sosta in una piazza ippica, dove turchi e mamelucchi mostrano le loro arti e Domenico può dispiegare tutto il suo sapere disegnativo attraverso audaci abbreviazioni e vivaci movimenti. Questa piazza ippica è menzionata in numerosi resoconti di viaggio contemporanei; con essa confinano verso l'interno del paese campi di grano verso la città piccolissimi giardini circondati da bassi muretti, così come li conosciamo dalle raffigurazioni delle “1000 e una notte”. Intorno alla città si elevano enormi colline di detriti. Al margine superiore sinistro si vede il paese di Matarea, non lontano da questo l'albero, alla cui ombra la Madonna si riposò durante la fuga, la piccola casa dove abitò e il famoso giardino, nel quale crebbe il vero balsamo. Nelle vicinanze di un alto obelisco è raffigurato l'esercito del sultano di Egitto, protetto da cannoni pronti a sparare, disposti a semicerchio e interrati nella sabbia, che inutilmente aveva aspettato nel 1517 l'esercito turco. Infatti, dopo essere stato avvertito dei piani del suo avversario, per opera di alcuni mamelucchi traditori, Selim I si era ritirato sul monte Muqattam e sul margine destro lo si vede entrare nella città indifesa.

All'opposto del margine sinistro con le sue immagini di vita pulsante, quello destro mostra la calma della morte. Sugli altopiani levigati dal vento, analogamente a come compaiono sui dipinti religiosi di Bellini, sorgono le piramidi. …. Bisogna anche precisare che le piramidi sono disegnate molto appuntite, un errore, che si trova ancora su xilografie del XVIII secolo. Un testo più lungo accanto alle piramidi le chiama secondo Strabone: «sepulcri deli Re de Egipto de le quali una fu misurata ali tempi nostri da miser Marcho grimani Patriarcha d'Aquilea il qual in persona la misuro et uisali sopra…».

Sulle sponde del Nilo e in alcuni giardini si vedono le primitive ruote idrauliche, le quali sono a migliaia in funzione ancora oggi, tirate da bufali, cavalli e asini.

La città stessa è disegnata da un punto di vista, che bisogna immaginare sulla sponda occidentale del Nilo, ad alcune centinaia di metri di altezza, in quella prospettiva, che preferibilmente gli artisti italiani usavano nel XVI secolo e che si può paragonare alle moderne riprese a volo d'uccello. Si vedono le migliaia di case di forma cubica con tetti piatti, nel mezzo innumerevoli moschee con le loro cupole e i minareti, tutti coronati da una falce di luna” (traduzione di Valeria Butera).

Poiché Domenico delle Greche, l'inventor, nel 1546 tornò a Venezia dopo il suo viaggio in Oriente e nel 1547 ottenne il privilegio di stampa per i disegni che aveva eseguito durante il viaggio, si può datare la veduta della città del Cairo circa al 1548 circa.

Pagano, come per altre mappe, stampò un testo di accompagnamento scritto, secondo l'attribuzione di Angela Codazzi, da Guillaume Postel.

Esisteva una carta precedente di Giovanni Andrea Vavassore con un titolo simile ma non se ne conosce l'ubicazione (fu esposta alla Biblioteca Nazionale di Varsavia in occasione del Congresso Internazionale di Cartografia del 1934).

Un'altra veduta del Cairo, naturalmente molto ridotta ma dove la città è raffigurata dallo stesso punto di vista, fu stampata a Venezia da Nicolò Zoppino nel 1519 in una guida per i pellegrini che si recavano in Terrasanta. Ancora prima, alla fine del Quattrocento, una veduta del Cairo era stata dipinta in Palazzo Ducale a Mantova.

DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA

REPERTORI

BIBLIOGRAFIA

Almagià R., Monumenta Italiae Cartographica, Firenze, 1929
Almagià R., La carta dei paesi danubiani e delle regioni contermini di Giacomo Gastaldi, 1546: riprodotta dall'unico esemplare conservato nella Biblioteca Vaticana con un commento illustrativo, Città del Vaticano, 1939
Bagrow L., Matheo Pagano. A Venetian Cartographer of the 16th Century. A descriptive list of his maps, Jenkintown, 1940
Warner N., The True Description of Cairo, London, 2006

MOSTRE/ESPOSIZIONI

AUTORE DELLA SCHEDA

Urbini S., 2018
Urbini S., Atlante delle xilografie italiane del Rinascimento, ALU.0604.2, https://archivi.cini.it/storiaarte/detail/25167/stampa-25167.html
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