OGGETTO

definizione: matrice
identificazione: elemento d'insieme (Storie di Ercole , n° 2 di 10)

SOGGETTO

identificazione: ERCOLE E IL LEONE DI NEMEA
titolo parallelo: HERCULES AND THE NEMEAN LION

LOCALIZZAZIONE

Modena, Gallerie Estensi, Fondo Barelli

ACQUISIZIONE NELLA RACCOLTA

tipo acquisizione: acquisto
Milano, 1887

PROVENIENZA

data uscita: 1887

DATAZIONE

sec. XVI, fine/inizio
1500 ca. - 1510 ca.

AUTORE

altre attribuzioni: Vavassore Florio

STATO DELLA STAMPA

secondo stato su due (?) : aggiunta di tassello con lettera 'A'

DATI TECNICI

xilografia; mm 287 x 407, 26 (spessore matrice) ca.,
materia del supporto: legno

STATO DI CONSERVAZIONE

discreto
indicazioni specifiche: fratture e lacune dovute alle gallerie dei tarli

MODALITÀ DI CONSERVAZIONE

RESTAURI

ISCRIZIONI

tipologia: didascalica
tecnica di scrittura: intagliata
trascrizione: Hercol io sono che quel fier leone / Vccisi un tempo ne la selva folta / Usai la forcia con la mia ragione / Benche mi desse de gran pena molta / Mal non fara per qualsivo cagione / Che glie del tutto ogni potencia tolta / Et per trofeo de mia gran victoria / Vesto soa pelle con immensa gloria. [in controparte]

tipologia: documentaria
tecnica di scrittura: intagliata
trascrizione: A









STEMMI, MARCHI

NOTIZIE STORICO-CRITICHE

La matrice presenta due composizioni disposte una accanto all'altra: a sinistra la nascita di Ercole (per cui si veda la scheda ALU.0334-M), a destra Ercole e il leone Nemeo, oggetto di questa scheda. Si tratta dell'unica matrice superstite di una serie di cui si conservano prove su carta non complete. La serie è composta da 10 composizioni (ma in origine dovevano presumibilmente essere 12) sulle Fatiche di Ercole, e venne realizzata dal libraio, editore, stampatore, cartografo e intagliatore, Giovanni Andrea Vavassore detto Guadagnino, come indicato anche nella tavoletta visibile nell'ultimo episodio (La morte e apoteosi di Ercole, ALU.0343.1).
Per un approfondimento sull'esecuzione e le derivazioni, si veda la scheda ALU.0334-M.

Per gli esemplari noti dell'episodio illustrato nella matrice qui schedata, si veda ALU.0335.1. Si può comunque osservare che il legno sopravvissuto ora a Modena e qui schedato, è proveniente dalla collezione di Barelli, e presenta una interpolazione che aggiunge la lettera “A” a entrambi gli episodi. Non è dato di sapere se si tratti di un'aggiunta di Barelli, analoga ad altre falsificazioni operate sui legni di sua proprietà. Gli esemplari senza A sono comunque tardi, come attestano le numerose mancanze dei legni già segnalate.
Sulla base di una ricognizione delle diverse xilografie presenti nel Fondo Barelli, alle Gallerie Estensi e presso la Kunsthalle di Brema, Ludovica Piazzi e Silvia Urbini ipotizzano che determinati legni siano stati in possesso di Barelli, che ne tirò alcune impressioni (quindi moderne) intorno alla metà dell'Ottocento: alcuni di questi fogli vennero poi acquistati ad esempio da Segelken, la cui collezione è ora a Brema. Barelli intervenne poi con interpolazioni per poi tirare altre impressioni (quelle ad esempio in oggi a Milano, Bertarelli) e vendere poi i legni (vedi quello finito alle Gallerie Estensi, qui schedato).
È però interessante notare che nella copia francese della serie gli episodi erano contrassegnati da lettere che ne indicavano la sequenza.
Si noti che i due episodi di questa matrice hanno riquadri delimitati diversamente tra loro (quello del Leone Nemeo con le anse laterali).

Questa matrice non fa parte del nucleo di circa 2500 legni appartenuti alla famiglia modenese di stampatori/editori Soliani, fondo acquistato nel 1864 dal ‘cartolaio' milanese Pietro Barelli, ma è stata acquisita da Barelli in un altro momento. Il fondo Barelli, oggi conservato alle Gallerie Estensi di Modena, consta di circa 160 matrici xilografiche.

DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA

tipologia: fotografia digitale
ente proprietario: Modena, Gallerie Estensi ©
note: Creative Commons

REPERTORI

Passavant J.D., Le peintre-graveur: contenant l'Histoire de la gravure sur bois, sur métal et au burin jusque vers la fin du XVI siècle [...], Paris, 1860-1864, V, p. 87 n. 64b 
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/passavant1860ga

BIBLIOGRAFIA

Essling V., Massena, Prince d', Les livres a figures venitiens de la fin du XVe siecle et du commencement du XVIe, Firenze-Paris, 1907-1914, p. 116
Lenz O., "Über den ikonographischen Zusammenhang und die literarische Grundlage einiger Herkuleszyklen des 16. Jahrhunderts und zur Deutung des Dürerstiches B. 73", in Münchner Jahrbuch der bildenden Kunst, 1924, N.F. 1, pp. 80-103, pp. 80-103
, I legni incisi della Galleria Estense. Quattro secoli di stampa nell'Italia Settentrionale, Modena, 1986, pp. 82-83 n. 227 (M. Goldoni), tav. 126
Scaglia G., "Les Travaux d'Hercule de Giovanni Andrea Vavassore reproduits dans les frises de Vélez Blanco", in Revue de l'art, 2000, 127, pp. 22-31, pp. 22-31
Piazzi M.L., "Manipolazioni e falsificazioni nelle matrici xilografiche Soliani-Barelli e Mucchi", in Studi di Memofonte, 2017, N.S., pp. 134-158, p. 146 nota 59 
http://www.memofonte.it/contenuti-rivista-numero-speciale/m.l.-piazzi-manipolazioni-e-falsificazioni-nelle-matrici-xilografiche-soliani-barelli-e-mucchi.html

MOSTRE/ESPOSIZIONI

AUTORE DELLA SCHEDA

Aldovini L., 2018
Aldovini L., Atlante delle xilografie italiane del Rinascimento, ALU.0335-M, http://192.168.3.88:8180/cini-web/storiaarte/detail/26131/matrice-26131;JSESSIONID_OPAC_CINI=27CF0D84FC9B0D9EBA8D3F0FEC509C80.html