Istituto di Storia dell'Arte / storiaartexilografie

OGGETTO

definizione: stampa
identificazione: elemento d'insieme

SOGGETTO

titolo parallelo: MAP OF THE WORLD IN THE SHAPE OF A GLOBE

PROVENIENZA

DATAZIONE

sec. XVI, seconda metà
1555 ca. - 1560 ca.

AUTORE

DATI TECNICI

materia del supporto: carta
filigrana: da rilevare

STATO DI CONSERVAZIONE

discreto

MODALITÀ DI CONSERVAZIONE

RESTAURI

ISCRIZIONI











STEMMI, MARCHI

NOTIZIE STORICO-CRITICHE

Presenta caratteristiche condivise da altri mappamondi della fine del XV o dell'inizio del XVI secolo. La rappresentazione induce a ritenere che il Vavassore sia ricorso a due principali modelli: il mappamondo di Bernardo Silvano, pubblicato a Venezia nel 1511, e le derivazioni del mappamondo del Berlinghieri. Le principali caratteristiche dell'uno e degli altri sono riproposte sulla base delle esigenze figurative senza prestare particolare interesse alle proporzioni geometriche.
L'indicazione dei climi tolemaici in corrispondenza dell'emisfero settentrionale, e la legenda «Equinoctiale ha el giorno continuamente ore 12» sono perfettamente sovrapponibili alle diciture del Berlinghieri, mentre quelle dell'emisfero meridionale, in cui compaiono quattro climi, ricordano il Silvano.
Sul margine destro, invece, sono riportati i dati tolemaici sulla durata del giorno e della notte alle diverse latitudini. Si ha qui una nuova corrispondenza con l'esemplare berligheriano dal 21° parallelo settentrionale al 6° parallelo meridionale, ovvero in corrispondenza degli estremi dei mappamondi tolemaici. Tuttavia, il Vavassore aggiunge due paralleli in entrambi gli emisferi, come accade in un gran numero di mappamondi inseriti nelle prime edizioni della Geografia di Tolomeo
Per quanto riguarda la nomenclatura dei paralleli, il Berlinghieri, pur riportando la tradizionale denominazione tolemaica, fa passare il 13° parallelo su Firenze anziché su Bisanzio. Il Vavassore, invece, li enumera in modo scorretto, a partire dal 12°, a cui attribuisce il valore di 13°, sfalsando di uno il valore dei paralleli seguenti fino al 16° (che si ripete due volte ripristinando la corretta progressione). Lo stesso errore compare in molti altri esemplari berlingheriani, in cui non è visibile la successiva correzione a cui era stata sottoposta la matrice metallica, da cui sono stati tratti.
La proiezione è assimilabile a quella del Silvano, considerata prototipo delle cosiddette proiezioni cordiformi. L'autore colloca i paralleli estremi in corrispondenza dell'80° parallelo settentrionale e del 40° parallelo meridionale; mentre pone il meridiano 0 in corrispondenza delle Isole Fortunate (attuali Canarie) e i meridiani estremi in corrispondenza del 250° meridiano e del 290° meridiano.
Nel mappamondo del Vavassore, invece, i paralleli non sono sempre equidistanti e seguono la numerazione tolemaica dal 63° Nord al 25° Sud, malgrado i due emisferi siano molto più estesi. Altrettanto grossolanamente sono tracciati i meridiani, che non rispettano il rapporto proporzionale tra lunghezza del meridiano e i gradi di longitudine. La curvatura riprende quella dei 320 meridiani del Silvano, a fronte dei 190 tracciati dall'autore.
Per la numerazione dei meridiani il Vavassore ha seguito il sistema tradizionale. Ciononostante si registra una differenza complessiva dieci gradi, espediente che serve al Vavassore per introdurre a ovest il Nuovo Mondo, e a est la costa della Cina e i lembi delle isole di Iava minor, di Iava maior e del Zumpagu (attuale Giappone). In questo modo il meridiano 0 del Berlinghieri equivale al quinto del mappamondo sopra riportato.
In conclusione, il reticolo geografico è fedele alla tradizione tolemaica per tutta l'estensione del mondo conosciuto dal geografo antico. I contorni delle coste, l'idrografia e la nomenclatura sono identici a quelli del Berlinghieri. Al contrario l'orografia, per quanto affine si differenzia per la tecnica figurativa, che in Vavassore è prospettica, mentre in Berlinghieri è più schematica e consiste in placche o strisce riempite di punti.
In entrambe le versioni i nomi sono italianizzati. Tuto il mondo tereno deriva i nomi e legende dalle tavole berlingheriane, commettendo talvolta alcuni errori di trascrizione, come nel caso delle sorgenti del Nilo o dell'Etiopia, che dimostrano un uso disinvolto delle fonti.
Il mappamondo di Vavassore non è propriamente un mappamondo tolemaico, dal momento che rende conto delle più recenti scoperte geografiche. Infatti, come già detto sopra, l'allargamento del quadro tolemaico di 5° ad ovest e di 5° ad est consente di rappresentare le Americhe e la costa asiatica. Inoltre, i dieci gradi, ottenuti dall'aggiunta di due paralleli nell'emisfero boreale, consentono di inserire i paesi del nord Europa e la costa settentrionale dell'Asia. A sud il continente africano è riportato separato da quello asiatico, e registra la presenza del Capo di Buona Speranza (Caput bone spei). Nell'Oceano Indiano, invece, compaiono molte nuove isole.
Contrariamente al mappamondo del Silvano, la rappresentazione del continente americano si limita a registrare Terra Sanctae Crucis, l'Insula Hispaniarum, la Terra Cubae (Cuba), e Terra Laboris ad occidente dell'Hibernia. Dallo stesso modello derivano la Scandinavia (anche se ampiamente deformata), detta penisola di Engronelant, l'Islanda, il Mare Congelatum, e la raffigurazione del fiume Giura.
Le figure dei dodici venti sono presenti anche nei mappamondi della Geografia del Berlinghieri, del Tolomeo di Ulma (1482), della Margarita Philosophica del Reich (1503) e del Tolomeo del Silvano (1511). Ciononostante, in questo caso è evidente la derivazione dalla mappa berlingheriana, con cui condivide anche la denominazione dei venti.
Il margine di 4-5 mm è squadrato da un semplice rigo nero.
La mappa è nota in diverse copie, due delle quali dipinte a mano.

Esemplari a:

Parigi, Bibliothèque national de France (ALU.0481.1): https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/btv1b550049762.r=vavassore?rk=21459;2);

Basilea, Universitätsbibliothek (ALU.0481.2)
https://www.e-rara.ch/bau_1/content/titleinfo/3946379;

Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana (ALU.0481.3);

Londra, British Museum (ALU.0481.4), unica con il titolo "Tvto il Mondo Tereno", mancante negli altri esemplari conosciuti:
http://www.britishmuseum.org/research/collection_online/collection_object_details.aspx?objectId=1518232&partId=1&searchText=vavassore&page=1;

Rhode Island, US, The John Carter Brown Library (ALU.0481.5, più piccola delle altre):
https://jcb.lunaimaging.com/luna/servlet/detail/JCBMAPS~1~1~630~100134:Opera-di-Giou?ni-andrea-Vavassore-d&qvq=q:giovanni%2Bandrea%2Bvavassore&mi=0&trs=1

DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA

REPERTORI

BIBLIOGRAFIA

Almagià R., Il mappamondo di G. A. Vavassore, Firenze, 1920, tav. 27
Bagrow L., Giovanni Andreas di Vavassore, a Venetian cartographer of the 16th Century, a descriptive list of his maps, 1939, n. 11 
http://cul.worldcat.org/title/giovanni-andreas-di-vavassore-a-venetian-cartographer-of-the-16th-century-a-discriptive-list-of-his-maps/oclc/4458231
Schulz A. M., "Giovanni Andrea Vavassore and His Family in Four Unpublished Testaments", in Artes Atque Humaniora. Studia Stanislao Mossakowski Sexagenario dicata., Varsavia, 1998, pp. 117-125, pp.117-125

MOSTRE/ESPOSIZIONI

AUTORE DELLA SCHEDA

Fiore L. Urbini S., 2018
Fiore L. Urbini S., Atlante delle xilografie italiane del Rinascimento, ALU.0481.3, https://archivi.cini.it/storiaarte/detail/27003/stampa-27003.html
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