OGGETTO

definizione: carta da gioco
identificazione: frammento

SOGGETTO

identificazione: Cinque di coppe
titolo parallelo: Five of cups

ACQUISIZIONE NELLA RACCOLTA

tipo acquisizione: ritrovamento
Castello Sforzesco di Milano, 1906

PROVENIENZA

DATAZIONE

sec. XV, fine
1499 (?)

AUTORE

  • Anonimo (inventore, incisore)
ambito culturale: ambito milanese (inventore)
ambito milanese (incisore)

EDITORI/STAMPATORI

Da Castelletto Paolino, Attivo Milano 1494-1513 (stampatore ?)
, 1499

DATI TECNICI

materia del supporto: carta
filigrana: da rilevare

STATO DI CONSERVAZIONE

mediocre
indicazioni specifiche: parte inferiore mancante

MODALITÀ DI CONSERVAZIONE

RESTAURI

ISCRIZIONI











STEMMI, MARCHI

NOTIZIE STORICO-CRITICHE

Questo frammento di carta da gioco colorato a mano rappresenta un cinque di coppe, di cui rimangono tre coppe e un motivo decorativo con elementi fitomorfi e fiorellini.

Si tratta di una delle 59 carte da gioco ritrovate nel 1906 dentro a cisterne e pozzi del Castello Sforzesco durante i lavori di restauro eseguiti sotto la direzione dell'architetto Luca Beltrami. Oggi sono conservate nella Raccolta Bertarelli e 25 sono xilografiche e databili tra la fine XV e la prima metà del XVI secolo (ALU.0751.1 - ALU.0781.1).

Queste 25 carte appartengono ad alcuni mazzi diversi, sulla loro divisione la critica non è però concorde. Tra esse non sono presenti trionfi e dunque non è possibile stabilire se si trattasse di mazzi normali o di mazzi di tarocchi, poiché entrambe le tipologie si rifacevano agli stessi modelli (Dummett, p. 334).
Un nucleo appare sicuro, grazie alla presenza dei dorsi originali, e comprende 19 carte (di buona parte si conservano solo frammenti; si tratta di due esemplari di cinque di spade, tre esemplari di sette di spade, uno di otto di spade, due di nove di spade, uno di quattro di coppe, uno di cinque di coppe, uno di nove di coppe, uno di dieci di coppe, uno di cavallo di coppe, uno di dieci di denari, uno di tre di bastoni, uno di re di bastoni e tre frammenti di fanti diversi tra loro di cui non è possibile identificare il seme con certezza; ALU.0758.1 - ALU.0772.1). Sui dorsi sono rappresentate divinità classiche (un esemplare di Saturno, due esemplari di Marte, tre di Verità, uno di Ercole, quattro di Proserpina, due di Plutone, quattro di Giove, uno di Mercurio e uno di Venere; ALU.0773.1 - ALU.0781.1).
Le restanti sei carte da gioco sono: un due di denari firmato da Paolino da Castelletto e datato 1499 (ALU.0751.1); un frammento di un re di coppe di cui si è conservato anche il dorso a quadretti (ALU.0755.1 - ALU.0756.1); un frammento di un quattro di coppe (ALU.0757.1); un cinque di coppe (ALU.0752.1), un cinque di bastoni (ALU.0753.1) e un cavallo di cui non è possibile identificare il seme (ALU.0754.1).

Secondo la ricostruzione di Stuart Kaplan il due di denari, il re di coppe e il quattro di coppe appartengono a tre mazzi distinti, mentre il cinque di coppe, il cinque di bastoni e il cavallo fanno parte dello stesso mazzo. Secondo Alberto Milano invece il cinque di coppe appartiene allo stesso mazzo del due di denari di Paolino da Castelletto, ricostruzione che per le dimensioni affini e il semplice motivo decorativo con fiorellini appare la più plausibile (e viene accettata da Clelia Alberici in Leonardo e l'incisione). Il cinque di bastoni ha una decorazione con lo stesso tipo di fiorellini a quattro petali, ma presenta un più sofisticato tratteggio all'interno dei motivi fitomorfi, oltre ad essere più largo rispetto al due di denari e al cinque di coppe.
Il cinque di coppe va quindi riferito con ogni probabilità a Paolino da Castelletto e datato come il due di denari al 1499.

Francesco Novati tra 1908 e 1910 pubblica tre documenti notarili su Paolino da Castelletto, che ne attestano l'attività come stampatore e pittore di carte da gioco tra 1494 e 1513 (Per la fabbricazione delle carte da gioco in Milano sugli inizi del sec. XVI, in «Archivio Storico Lombardo», vol. 9, anno 35, pp. 434-437; Ancora di Mastro Paolino di Castelletto, fabbricante di carte da gioco del sec. XV, in «Archivio Storico Lombardo», vol. 16, anno 37, p. 281; i documenti sono stati ripubblicati, tradotti dal latino all'italiano, in Leonardo e l'incisione 1984, pp. 176-177).

DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA

tipologia: fotografia digitale
ente proprietario: Milano, Raccolta A. Bertarelli ©

REPERTORI

BIBLIOGRAFIA

Novati F., "Carte da Gioco dei secoli XV, XVI e XVII rinvenute nel Castello Sforzesco", in Bullettino dei Civici Musei Artistico ed Archeologico di Milano, 1908, 17-20, 17-20, tav. IV 
https://www.bdl.servizirl.it/bdl/bookreader/index.html?path=fe&cdOggetto=3416#page/82/mode/2up
Milano A., Carte da gioco milanesi dal XV al XX Sec. Storia, fabbricanti, curiosità, Milano, 1980, pp. 10-12, fig. 3
, Leonardo e l'incisione: stampe derivate da Leonardo e Bramante dal XV al XIX secolo, Milano, 1984, pp. 175-178, n. 269, n. 269, p. 178
Kaplan Stuart R., The Encyclopedia of Tarot, New York, 1985-1986, v. II, pp. 289, 294, v. II, p. 294
Dummett M., Il mondo e l'angelo. I tarocchi e la loro storia, Napoli, 1993, pp. 332-339, p. 241

MOSTRE/ESPOSIZIONI

Luca Beltrami (1854-1933). Storia, arte e architettura a Milano Milano, Castello Sforzesco, Sale Viscontee, 2014 marzo-giugno

AUTORE DELLA SCHEDA

Piazzi M.L., 2018
Piazzi M.L., Atlante delle xilografie italiane del Rinascimento, ALU.0752.1, https://archivi.cini.it/storiaarte/detail/28068/carta-gioco-28068.html
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