OGGETTO

definizione: stampa

SOGGETTO

identificazione: ALLEGORIA DELLA PRIMAVERA
titolo parallelo: ALLEGORY OF SPRING

LOCALIZZAZIONE

Brema, Kunsthalle, Kupferstichkabinett
inv. 1685

PROVENIENZA

DATAZIONE

sec. XVI, terzo quarto
1560 ca. - 1570 ca.

AUTORE

  • Anonimo (inventore, incisore)
ambito culturale: ambito italiano (inventore)
ambito italiano (incisore)

DATI TECNICI

xilografia; mm 260 x 320 ca.,
materia del supporto: carta
filigrana: da rilevare

STATO DI CONSERVAZIONE

buono
indicazioni specifiche: macchie di foxing

MODALITÀ DI CONSERVAZIONE

RESTAURI

ISCRIZIONI

tipologia: di titolazione
lingua: volgare
tecnica di scrittura: a stampa
tipo di caratteri: caratteri romani maiuscoli
trascrizione: L'ALLEGRO TRIONFO DELLA PRIMAVERA

tipologia: didascalica
lingua: volgare
tecnica di scrittura: a stampa
tipo di caratteri: caratteri romani maiuscoli
trascrizione: PRIMAVERA

tipologia: didascalica
lingua: volgare
tecnica di scrittura: a stampa
tipo di caratteri: caratteri romani maiuscoli
trascrizione: MARZO

tipologia: didascalica
lingua: volgare
tecnica di scrittura: a stampa
tipo di caratteri: caratteri romani maiuscoli
trascrizione: APRILE

tipologia: didascalica
lingua: volgare
tecnica di scrittura: a stampa
tipo di caratteri: caratteri romani maiuscoli
trascrizione: MAGGIO






STEMMI, MARCHI

NOTIZIE STORICO-CRITICHE

Questa xilografia conservata a Brema rappresenta un'allegoria della primavera. La Primavera è raffigurata come una donna seduta su un trono, regge uno scettro ed è circondata dalle personificazioni dei mesi di marzo, aprile e maggio, come precisato dalle iscrizioni inserite nel loro abbigliamento. Marzo reca dei ramoscelli, Aprile una cesta di fiori e Maggio una fruttiera, mentre si inchina per essere incoronato da Primavera.

La stampa appartiene a una serie di allegorie delle quattro stagioni (Inverno, ALU.0809; Estate, ALU.0811; Autunno, ALU.0812), allegorie che trovano una certa diffusione anche nella pittura manierista italiana dove vengono proposte con gli stessi attributi, ad eccezione della presenza dei mesi. Ne sono esempio gli affreschi di Cristofano Ghirardi a Palazzo Vecchio, quelli di Salviati nella Chiesa Santa Maria del Popolo a Roma o le tele del Tintoretto per Casa Barbo a Belluno. Le allegorie delle stagioni alludono alla scansione del tempo, al ritmo della natura, nonché alla sua ricchezza e varietà.

Di questa serie di xilografie esiste un'altra versione, conservata presso la BNF di Parigi, che si differenzia per dettagli minimi (per esempio il bordo del grembiule dell'Estate o la pedana su cui poggia il trono della Primavera) e per il tratteggio leggermente più schematico. Questa seconda versione venne stampata a Messina per Pietro Brea, e quindi è databile tra 1594 al 1631 (si vedano ALU.0813 - ALU.0816). Dall'analisi delle stampe riteniamo che la serie di Brema sia antecedente e probabile modello di quella della BNF.

Le stagioni sono un tema ricorrente anche nella stampa del secondo Cinquecento ed è di particolare interesse il confronto con un'altra serie xilografica che rappresenta le stagioni (ALU.0143 - ALU.0146). In questa serie i soggetti vengono interpretati in maniera differente, ma i titoli che ricorrono in due degli stati noti (la versione dell'almanacco alla BNF di Parigi e alla British Library di Londra e la versione con i calendari per gli anni 1567, 1568 e 1569 all'Ashmolean Museum di Oxford, al Rijksmuseum di Amsterdam e alla BNF di Parigi) sono gli stessi che accompagnano entrambe le versioni della serie in questione: “IL TRIONFO DE LA FREDDA VERNATA”, “L'ALLEGRO TRIONFO DE LA PRIMAVERA”, “IL MATURO TRIONFO DE LA CALDA ESTATE”, “IL TRIONFO DEL FRUTTUOSO AUTUNNO”. È probabile che anche la serie in questione sia stata impiegata nella produzione di calendari e almanacchi di cui non ci sono pervenuti esemplari.

La composizione dell'Inverno è stata riprodotta su un piatto in maiolica istoriata conservato all'Herzog Anton Ulrich-Museum di Braunschweig (https://www.bildindex.de/document/obj20570511); la scheda online riferisce che il piatto sia stato realizzato ad Urbino intorno al 1560. Il piatto riproduce in maniera letterale la stampa, con l'unica differenza dell'ambientazione più articolata; è probabile che in origine facesse parte di una serie completa con le stagioni.

DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA

tipologia: fotografia digitale
autore: Silvia Urbini
ente proprietario: Brema, Kunsthalle ©

MOSTRE/ESPOSIZIONI

AUTORE DELLA SCHEDA

Piazzi M.L., 2018
Piazzi M.L., Atlante delle xilografie italiane del Rinascimento, ALU.0810, https://archivi.cini.it/storiaarte/detail/33521/stampa-33521.html
aggiungi ai preferiti Torna all'esito