L’illustrazione di questo foglio deriva dalla Crocifissione di Giuseppe Porta Salviati che in origine era collocata nella Sala dello Scudo nel Palazzo Ducale di Venezia, ed è ora conservata nella Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo (Cappella della Trinità). Secondo McTavish, l’opera è stata probabilmente commissionata dal Doge Francesco Donà ed è databile intorno al 1549 (McTavish 1981, pp. 236-237). La xilografia, rispetto al dipinto, presenta alcune varianti nel perizoma di Cristo e nella posa della Maddalena ai piedi della croce. In basso, a destra, entro una tavoletta vi è la firma ‘IOSEPHE SALVIATI’: Giuseppe Porta aveva eseguito quindi un disegno ad hoc per la xilografia.
Il foglio volante reca la data 1557 e l'indicazione del privilegio concesso all’editore di origine tedesca Giovanni Ostaus. Presso l’Archivio di Stato di Venezia è conservata la patente con cui il Senato veneziano concesse, nel 1556, il privilegio per questa stampa - indicata come “il Disegno del crucifico de' Joseph Salviati con alcune scritture intorno” - e per altri due libri (cfr. Witcombe 2004, p.126; https://www.copyrighthistory.org/cam/tools/request/showRecord.php?id=commentary_i_1556a).
Nel 1562 Ostaus diede alle stampe un’altra edizione, ricavata dallo stesso blocco, senza il testo devozionale intorno, di cui è attualmente noto un unico esemplare, colorato, conservato a Berlino (ALU.0270.3): presenta in una tavoletta il nome di Giuseppe Salviati e, sotto l’immagine, il privilegio di Ostaus. In questa edizione sono visibili diffusi segni di deterioramento nel legno, soprattutto nelle nuvole, dove sono visibili numerose e piccole fratture.
Probabilmente lo stesso Ostaus pubblicò anche un'edizione dell'immagine senza testo e privilegio. Sopravvivono, infatti, altre impressioni di questa matrice, dove, nell’immagine è presente la tavoletta con il nome di Salviati, ma manca la parte sottostante alla Crocifissione con la data e l’indicazione dell’editore (New York, Metropolitan ALU.0270.2; Firenze, Biblioteca Marucelliana, volume 70, n.15; Londra, British Museum, https://www.britishmuseum.org/collection/object/P_1874-0808-1877 e https://www.britishmuseum.org/collection/object/P_1917-1108-7; Roma, Istituto Centrale per la Grafica S-FC86591).
Di questo foglio volante esiste, inoltre, una versione con il testo in tedesco, stampata a Francoforte nel 1560 da Johann Rasch (Londra, British Museum, https://www.britishmuseum.org/collection/object/P_1927-0614-98). L’illustrazione in questo caso è opera dell’incisore Sigmund Feyerabend, che si firma nella tavoletta in basso a sinistra e incide la data 1557. La xilografia, pur riproducendo fedelmente quella di Ostaus - ad eccezione dell’aggiunta degli angeli nel cielo e del cranio ai piedi della croce -, si caratterizza per una definizione più marcata della muscolatura ed è di qualche millimetro più piccola. Alla Kunsthalle di Brema è conservato un esemplare di uno stato successivo rispetto alla tiratura del 1560 di Johann Rasch, in cui viene rimossa la firma di Feyerabend nella tavoletta di sinistra (ALU.1180.1).
È probabile che Feyerabend sia venuto a contatto con l’invenzione del Salviati durante la sua permanenza a Venezia, città in cui si formò come pittore e intagliatore di blocchi (cfr. curator’s comments https://www.britishmuseum.org/collection/object/P_1927-0614-98). Qui potrebbe aver acquistato il foglio volante pubblicato da Ostaus e averne prodotto una copia, oppure essere entrato in possesso dello stesso disegno che servì da modello. Dal momento che la xilografia di Feyerabend risale allo stesso anno dell’originale, è quindi realizzata in contravvenzione con il privilegio ottenuto da Ostaus.
È giunto fino a noi un altro foglio volante devozionale veneziano con l'impaginazione di ALU.0270.1: ALU.0824.1, il Trionfo dell'eroe cristiano, che è stato stampato nel 1555 dall'editore Michele Tramezzino con un'incisione su disegno di Battista Franco.
La crocifissione xilografica salviatesca ebbe una notevole fortuna, testimoniata dalle numerose varianti note (cfr. ALU.1266-M e ALU.1269). Per una versione a bulino si veda: https://www.britishmuseum.org/collection/object/P_1869-0410-2142
