Istituto di Storia dell'Arte / Atlante delle Xilografie italiane del Rinascimento

OGGETTO

definizione: stampa

SOGGETTO

identificazione: Lapide ed urna di Cicerone
titolo parallelo: Cicero's gravestone and urn
titolo: F. Desiderius Lignaminaeus Patauinus ex praed. familia doctiss. d. Ioan. Bapt. Priuitellio Coenetensi praecept. opt. et humaniss. s.p.d

PROVENIENZA

DATAZIONE

XVI, prima metà
- 1547 ca.

AUTORE

EDITORI/STAMPATORI

Pagano Matteo, Notizie 1542-1562 (editore/stampatore)
Venezia, 1547-1548

DATI TECNICI

xilografia; mm 250 x 365 ca., ; mm 305 x 390 ca.
materia del supporto: carta
filigrana: presente: lettera A (a sinistra) e metà cuore (a destra) separati da una croce latina (parzialmente simile a briquet 507)

STATO DI CONSERVAZIONE

buono
indicazioni specifiche: Segni di piegatura, alcune lacune dovute a macchie di inchiostro.

MODALITÀ DI CONSERVAZIONE

RESTAURI

ISCRIZIONI

tipologia: didascalica
lingua: latino
tecnica di scrittura: a penna
tipo di caratteri: corsivo
autore: Desiderio dal Legname










STEMMI, MARCHI

NOTIZIE STORICO-CRITICHE

Il primo dicembre 1544, a Zante, il frate francescano Angelo Apulo ritrova alcuni reperti nello scavo delle fondamenta del nuovo convento francescano che doveva sorgere di fianco alla chiesa di Santa Maria delle Grazie. Si tratta di un'urna con un basamento su cui è possibile leggere l'iscrizione [AVE • MAR • TVL], di un'urna di vetro e di una lapide il cui epitaffio recita [M • TYLLI CICERO / HAVE / ET TV / TEPTIA / ANTONIA]. Entrambe le iscrizioni sono realizzate con una commistione di maiuscole latine e minuscole greche, utilizzate spesso in modo scorretto.
Due anni dopo il ritrovamento, nel maggio 1546, un altro frate, il padovano Desiderio dal Legname, sbarcando a Zante durante il viaggio di ritorno da Creta in compagnia di Girolamo Bragadin, visita il convento e rimane impressionato dalla scoperta, tanto da convocare, una volta tornato a Padova, un collegio di letterati e universitari e da scrivere due lettere. La prima, datata 11 febbraio 1547 e indirizzata a Giovanni Battista Privitelio da Ceneda. Qui viene fornita una fantasiosa spiegazione del perché il sepolcro di Cicerone si sarebbe trovato sull'isola: dopo la morte dell'oratore, la seconda moglie Terzia (o Terenzia) avrebbe portato le sue ceneri lontano da Roma, sull'isola di Zante, per allontanarle da Antonio che già aveva fatto scempio del corpo di Cicerone prima della cremazione, e qui sarebbe stata sepolta anche lei alla sua morte. Prova di ciò sarebbero le due urne, che originariamente dovevano contenere le ceneri del poeta e le lacrime degli amici e l'iscrizione sulla lapide (cfr. Masi 2008, pp. 96-105).
Il recto del foglio in questione contiene quindi, oltre a una riproduzione xilografica dei reperti ritrovati da Angelo Apulo, anche il testo a stampa della lettera di Desiderio dal Legname indirizzata a Giovanni Battista Privitelio. Sul verso del foglio si trova invece un'altra dedica manoscritta sotto forma di lettera, difficilmente leggibile, datata 4 settembre 1548, di argomento simile alla lettera a stampa ma indirizzata probabilmente a Giovanni Fasolo, detentore delle cattedre di latino e di greco allo Studio di Padova (cfr. Masi 2008, p. 102).
Dal punto di vista della realizzazione del foglio, possiamo supporre che Matteo Pagano non abbia svolto solo il ruolo di stampatore ed editore. Fin dal 1531, infatti, è documentata la sua carriera come intagliatore principalmente di frontespizi xilografici per edizioni librarie e non è da escludere che abbia realizzato gli intagli per molte delle edizioni librarie e dei fogli sciolti usciti dalla sua bottega di stampa.
Dieci anni dopo, Desiderio dal Legname redige anche una seconda lettera, dedicata a Girolamo Mercatello, che verrà riunita assieme alla prima in un duerno stampato nel 1557 dal Griffo, edito sia sia da solo che come prologo ad un'edizione dei testi di Cicerone.
L'iscrizione sulla lapide riscuote così tanto successo da essere raffigurata anche nel chiostro di Santa Giustina a Padova, all'interno delle Storie di S. Benedetto, anche se con qualche differenza (ad esempio il nome della moglie viene trasformato da Terzia a Terenzia) (Billanovich 1969) e negli anni successivi si hanno molte altre testimonianze della presenza di questa lapide sull'isola di Zante, fino almeno agli anni Sessanta del Cinquecento. In questo periodo infatti viene acquistata da Federico Contarini e collocata nel suo palazzo veneziano, per poi confluire nelle collezioni della Libreria Marciana (il nucleo dell'odierno Museo Archeologico). La lapide sparisce misteriosamente dopo il XIX secolo, probabilmente in seguito all'attestazione di Johann Kaspar von Orelli della non autenticità dell'iscrizione (Orellius, Baiterus 1836). È infatti facilmente dimostrabile come la storia imbastita da Desiderio dal Legname sulla sepoltura di Cicerone (la cremazione a Roma e il viaggio fino a Zante di Terzia con le ceneri del marito) non abbia fondamento nella storiografia. Si giunge così a ipotizzare che i falsari, che per rendere la lapide più “autentica” si sono anche impegnati a mischiare lettere greche e latine, non siano altri che gli stessi Apulo e Desiderio, che nella migliore delle ipotesi potrebbero aver contraffatto una lapide già esistente, oppure potrebbero averla realizzata ex novo.

DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA

tipologia: fotografia digitale
autore: Bertoldo Francesca
ente proprietario: Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana ©
note: Recto

tipologia: fotografia digitale
autore: Bertoldo Francesca
ente proprietario: Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana ©
note: Verso

tipologia: fotografia digitale
autore: Bertoldo Francesca
ente proprietario: Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana ©
note: Iscrizione manoscritta

tipologia: fotografia digitale
autore: Bertoldo Francesca
ente proprietario: Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana ©

REPERTORI

BIBLIOGRAFIA

Von Orelli J.K./ Baiter J.G. , Hildesheim, 1836
Billanovich M.P. , 1969 , pp. 197-293
Masi G. , 2008 , pp. 93-130

MOSTRE/ESPOSIZIONI

AUTORE DELLA SCHEDA

Bertoldo F., 2021
Bertoldo F., Atlante delle xilografie italiane del Rinascimento, ALU.1062, https://archivi.cini.it/storiaarte/detail/51016/stampa-51016.html
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