Variazione su uno dei soggetti preferiti di Schiavone e trattato in sue numerose acqueforti (ad esempio B XVI.59.56; B XVI.60.58; B XVI.61.59), la stampa raffigura il matrimonio mistico di santa Caterina d’Alessandria alla presenza di un angelo, sulla sinistra, e di san Giuseppe accompagnato da un altro santo con una croce – forse san Filippo –, sulla destra (Richardson 1971, p.190).
La produzione xilografica di Meldolla comprende, oltre alla xilografia qui catalogata, altre quattro stampe: Cristo incoronato di spine (ALU.1132.1), una versione del Cristo incoronato di spine in controparte, siglata AM (ALU.1128.1), la Deposizione di Cristo nel sepolcro (ALU.1129.1), e il Giudizio Finale (ALU.1136.1)
Fu Richardson il primo ad ascrivere il Matrimonio mistico (ALU.1127.1, qui schedato), il Cristo incoronato di spine con monogramma AM (ALU.1128.1) e la Deposizione (ALU.1129.1) alla produzione di Schiavone, prospettando la possibilità che l’artista potesse aver inciso in prima persona le proprie invenzioni in una fase piuttosto avanzata della sua carriera. Tuttavia lo studioso notava per il Matrimonio mistico un intaglio più crudo e tecnicamente inferiore rispetto alle altre due stampe, che imputava a una non completa padronanza del mezzo xilografico da parte di Meldolla (Richardson 1971, pp.184-190). Le stesse differenze venivano notate da Muraro e Rosand ma interpretate in modo diverso: contrapponendo il «modellato regolare, alquanto meccanico» del Cristo con monogramma AM e della Deposizione alla libertà espressiva del Matrimonio mistico, gli studiosi consideravano quest’ultima stampa «il culmine della sua breve carriera di silografo, o più facilmente, la sola intagliata dal maestro con le sue stesse mani» (Muraro, Rosand 1976, pp.149-150).
L’attribuzione dell'intaglio del Cristo senza monogramma (ALU.1132.1) a Schiavone è stata proposta da Karpinski e accettata da Landau e, più recentemente, da Callegari (Karpinski 1976, pp.272-273; Landau 1983, p. 344; Callegari 2005 e 2015). Attualmente la critica è concorde nel ritenere questa stampa e il Matrimonio mistico (ALU.1127.1, qui schedata) le uniche xilografie su fogli sciolti incise direttamente dall'artista. La Deposizione (ALU.1129.1) e il Cristo siglato “AM” (ALU.1128.1), pur derivando da invenzioni schiavonesche, sono da ritenersi opere di un'altra mano, forse – come sostiene David Landau – quella di un incisore di professione (Landau 1983, p.344-345). È probabile che la produzione di queste due stampe, coerenti non solo nelle dimensioni, ma anche da un punto di vista stilistico e iconografico – significativa in tale senso è la centralità della corona di spine in entrambe le immagini –, sia avvenuta nello stesso momento (Muraro Rosand 1976, p.149).
Per quanto riguarda il Giudizio Finale (ALU.1136.1), se da un lato il disegno può essere ricondotto con una certa sicurezza a Meldolla (Koshikawa 2019, pp. 216-219), dall’altro la questione relativa all’intaglio rimane ancora aperta.
Le xilografie dello Schiavone sono generalmente datate al sesto decennio del XVI secolo, nella piena maturità dell’artista. Callegari ha proposto per il Matrimonio mistico e l’Incoronazione di spine di Berlino una datazione prossima al 1550, periodo in cui Schiavone stava lavorando alle tavole delle Sorti di Marcolini, datazione che sembrerebbe confermata anche dalla vicinanza stilistica tra il santo portacroce della xilografia e le seconda serie degli Apostoli, incisa dall’artista intorno al 1549-1550 (Callegari 2015).
Altri esemplari del Matrimonio mistico di santa Caterina:
Amsterdam, Rijksmusem, RP-P-1970-30, http://hdl.handle.net/10934/RM0001.COLLECT.51526
Budapest, Museum of Fine Arts, 6175 https://www.mfab.hu/artworks/169528/
Londra, British Museum, ALU.1127.2
New York, Metropolitan Museum, 27.82.7 https://www.metmuseum.org/art/collection/search/632298?
Roma, Istituto Centrale per la Grafica, FC 85945
Collezione privata (Muraro- Rosand 1976; Callegari 2015)
Chatsworth House, vol. IV, f. 98, n.128
