Il foglio qui schedato è la parte inferiore di una xilografia attualmente sconosciuta nella sua interezza. Il soggetto raffigurato è, con ogni probabilità, la Beata Vergine della Navicella di Chioggia.
La devozione ha origine nel 1508, quando un violento nubifragio colpì Chioggia. Al placarsi della tempesta, la Vergine vestita di nero e con il Figlio sulle ginocchia apparve al guardiano di vigne Baldissera Zalon per avvisarlo che, se la popolazione di Chioggia non si fosse converita a una vita di rettitudine, un cataclisma peggiore si sarebbe abbattuto sulla città. Concluso l'avverimento, si allontanò su una navicella e scomparve. Sin da subito furono prodotte numerose immagini di tutte le dimensioni, destinate alla devozione pubblica e domestica.
Il foglio qui schedato fa parte di un nucleo di xilografie stampate da Alessandro Scolari tra gli anni Quaranta e gli anni Cinquanta del Settecento e conservate presso la Biblioteca Capitolare di Verona. A seguito del ritrovamento nei locali del Capitolo di oltre duecento codici, avvenuto grazie al consiglio di Scipione Maffei, Scolari fu incaricato di provvedere alla loro legatura: è proprio grazie a tale circostanza che si è conservata una testimonianza materiale della produzione xilografica della stamperia, altrimenti quasi interamente perduta anche a causa della natura effimera di questi oggetti, destinati alla devozione e spesso a essere esposti. Alcuni fogli di questa serie sono stati utilizzati per decorare le copertine dei codici, altri sono stati impiegati come rinforzo della legatura. Negli anni Sessanta del Novecento le legature sono state smembrate e sono ora conservate in cartelle.
L'attività della stamperia Scolari nella città scaligera è registrata a partire dal 1692, ma è soprattutto sotto la direzione di Alessandro che la bottega si specializzerà nella produzione di stampe popolari, anche reimpiegando blocchi cinquecenteschi acquistati da altri tipografi. Per alcune xilografie - si veda ad esempio ALU.0325.3 - è possibile ricostruire la storia della matrice attraverso le varie edizioni note. In vari casi, come quello qui considerato, lo stile sembra suggerire una datazione entro il 1550, anche se "il ritardo iconografico e stilistico connaturato a queste immagini, dal sapore naïf e volutamente arcaico" (Bao 2018, p. 103) non permette di stabilirne con certezza la cronologia.
Sulla stamperia Scolari si veda: Bao 2018, pp. 99-105 e Brunelli 1992-1994; sulle stampe Scolari della Capitolare: Brugnoli, Fagagnini 1985.
