OGGETTO

definizione: stampa

SOGGETTO

identificazione: VENERE E CUPIDO
titolo parallelo: VENUS AND CUPID
titolo: Venere e Cupido

LOCALIZZAZIONE

Londra, British Museum, Department of Prints and Drawings

PROVENIENZA

DATAZIONE

sec. XVI, terzo quarto
1566

AUTORE

DATI TECNICI

xilografia; mm 322 x 236
materia del supporto: carta
filigrana: da rilevare

STATO DI CONSERVAZIONE

buono

MODALITÀ DI CONSERVAZIONE

RESTAURI

ISCRIZIONI

tipologia: indicazione di responsabilità
lingua: latino
tecnica di scrittura: a stampa
tipo di caratteri: lettere capitali romane e caratteri gotici
autore: Boldrini, Nicolò
trascrizione: TITIANVS INV/ Nicolans Boldrinus/ Vicentino inci/ debat 1566










STEMMI, MARCHI

NOTIZIE STORICO-CRITICHE

Xilografia in unico blocco.
Questa xilografia esiste anche nella versione a chiaroscuro (due legni), stampata in nero e bruno chiaro (Bartsch XII.126.29, Takahatake 2018, cat.85; vedi ALU.0187.2).
Venere nuda è seduta in una foresta. Abbraccia il piccolo Cupido, su una roccia, alla sua destra, che sembra confidarle un segreto che la intristisce. Un uccellino, due scoiattoli e un serpente animano questa originale ambientazione naturalistica della scena.
Con il Paesaggio con San Giovanni Battista tratto dall'invenzione di Domenico Campagnola (ALU.0191), il Cavaliere al Galoppo da Pordenone (ALU.0192.1-2) e l'Ecce Homo (ALU.0469.1-2), è una delle quattro stampe firmate da Boldrini.
E' datata 1566, ma il disegno di Tiziano da cui sono tratte almeno le figure di Venere e Cupido deve risalire agli anni Trenta. Non si sa se Boldrini abbia utilizzato il disegno di Tiziano con il suo consenso. Forse non è una coincidenza che un anno dopo, nel 1567, Tiziano, per proteggere la propria opera dalle riproduzioni a stampa non autorizzate e per sancire la collaborazione con Cornelis Cort, abbia chiesto e ottenuto un privilegio di stampa dal Senato Veneziano (Muraro e Rosand 1976, pp. 65-66, nota 48).
Secondo Oberhuber la stampa non è il risultato di un pastiche fra un disegno di Tiziano per le figure e uno di Boldrini per il paesaggio. Sarebbe, infatti, da attribuire per intero al cadorino, e una certa debolezza e meccanicità del segno sarebbe dovuta al fatto che si tratta del “blocco lineare di un chiaroscuro, che contiene larghe zone bianche, coperte con un tono medio nella versione completa”.
Al contrario, Naoko Takahatake ritiene improbabile il coinvolgimento del pittore nell'invenzione dell'opera (Takahatake 2018, p. 205).
Altro esemplare ad un legno: Bassano, Museo Civico (III-72-126) (vedi Muraro e Rosand 1976, p. 137, n. 78A).
In generale, "the line block impressions" di Boldrini sopravvivono in un numero maggiore di esemplari rispetto ai chiaroscuri (Takahatake 2018, p. 209).


DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA

BIBLIOGRAFIA

Baseggio G., Intorno tre celebri intagliatori in legno vicentini, Bassano, 1844, p. 33
Oberhuber K., Renaissance in Italien. 16 Jahrhundert Werke aus dem Besitz der Albertina. Die Kunst der Graphik 3, Wien, 1966, nn. 177-178
, Tiziano e la silografia veneziana del Cinquecento, Vicenza, 1976, p. 137, n. 78
Oberhuber K., "Titian Woodcuts and Drawings: Some Problems", Tiziano e Venezia, Vicenza, 1980, pp. 526-528
Chiari Moretto Wiel M. A., Incisioni da Tiziano: catalogo del fondo grafico a stampa del Museo Correr, Venezia, 1982, pp. 39-40
, Myth, Allegory and Faith. The Kirk Edward Long Collection of Mannerist Prints, Cinisello Balsamo, 2015, p. 364, n. 40

MOSTRE/ESPOSIZIONI

AUTORE DELLA SCHEDA

Urbini S., 2017
Urbini S., Atlante delle xilografie italiane del Rinascimento, ALU.0187.1, http://192.168.3.88:8180/cini-web/storiaarte/detail/8929/stampa-8929;JSESSIONID_OPAC_CINI=17A22F68000E7A2F4826F71A33F5D446.html
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