OGGETTO

definizione: carta da gioco

SOGGETTO

identificazione: Spade: dieci
titolo parallelo: Spades: ten

LOCALIZZAZIONE

Parigi, Musée du Petit Palais, Gravures anciennes (Petit Palais)

DATAZIONE

sec. XVI, metà
1547

AUTORE

ambito culturale: Firenze

DATI TECNICI

xilografia; mm 103 x 57
materia del supporto: carta
filigrana: da rilevare

STATO DI CONSERVAZIONE

buono

MODALITÀ DI CONSERVAZIONE

RESTAURI

ISCRIZIONI











STEMMI, MARCHI

NOTIZIE STORICO-CRITICHE

Dieci spade: quattro per parte incrociate e due inserite in verticale con due lumachine.

Il mazzo di carte da gioco del Padovano fa parte della collezione di Eugène Dutuit lasciata in eredità dal fratello Auguste nel 1902 al Petit Palais di Parigi. Alla stessa collezione appartengono quattro carte del cosiddetto mazzo Sola Busca, inciso a bulino, e altri mazzi di carte. Questi ultimi, insieme a quello del Padovano oggetto di questa scheda, sono stati studiati per la prima volta da Thierry Depaulis nel 2017.
Si tratta di 35 carte numerali di un mazzo che, al completo, era costituito da 52 carte. Mancano purtroppo fanti, cavalli, re, regine e assi. Le carte xilografiche sono state ritagliate dai fogli di stampa, non sono state colorate e non vi è stato incollato il cartoncino sul retro, come si usava. In alcune carte è presente la firma del Padovano e la data 1547. La presenza degli animali a volte evoca episodi dalle favole di Esopo. La scoperta di queste carte da parte di Thierry Depaulis è di grande valore perché finalmente è possibile attribuire con certezza un'opera al protagonista del celebre dialogo di Pietro Aretino del 1543 "Le carte parlanti" (il cui vero titolo è "Dialogo del giuoco").
Aretino ricorda il cartaio (insieme con il fratello pittore Alessandro) anche in alcune lettere, da cui ricaviamo che fu attivo a Firenze dal 1541 e che la sua attività di disegnatore di carte da gioco lo rese benestante. Aretino, che non era giocatore, ricevette in dono dal Padovano alcuni mazzi di carte che a sua volta donò ad alcune amiche e all'ambasciatore del Duca di Urbino. Gli è attribuito il disegno del frontespizio della prima edizione dei "Trattati" di Benvenuto Cellini del 1568 perché è citato nel libro di spese dell'orafo a proposito di questo volume. Il Padovano era amico e committente di Bronzino ed è citato nel "Diario" di Pontormo.
I contributi fondamentali per ricostruire la figura del Padovano si devono a Rodolfo Renier, Franco Pratesi, Alberto Milano, Brigitte Volk-Knüttel e a Giuseppe Crimi, che riassume e integra gli studi precedenti. Il Padovano morì a Firenze nel 1571.

DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA

tipologia: fotografia digitale
ente proprietario: Musée du Petit Palais ©
note: Creative Commons

REPERTORI

BIBLIOGRAFIA

Pratesi F., "Padovano et les 'nouvelles cartes florentines'", in L'As de Trèfle, 1989, pp. 9-10, pp. 9-10
Crimi G., "Il Padovano cartaio: altre notizie su un personaggio semi-oscuro", in Filologia e critica, 2011, pp. 139-158, pp. 139-158
Depaulis T., "Hidden Treasures in the Musée du Petit-Palais, Paris", in The Playing-Card, 2017, pp. 176-182, pp. 176-182

MOSTRE/ESPOSIZIONI

AUTORE DELLA SCHEDA

Urbini S., 2018
Urbini S., Atlante delle xilografie italiane del Rinascimento, ALU.0665, https://archivi.cini.it/storiaarte/detail/30055/carta-gioco-30055.html
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