Istituto per il Teatro e il Melodramma

Area spettacolo

titolo: Francesca da Rimini
forma / genere:Tragedia in quattro atti
responsabilità principali:
altre responsabilità:
personaggi e interpreti:
data: 20 aprile 1980 - 30 aprile 1980
nota alla data: Date delle rappresentazioni: 20, 23, 27 e 30 aprile
città / teatro: Verona / Teatro Filarmonico

Area oggetto iconografico

tipologia iconografica: Bozzetto
soggetto: Camera da letto
ambientazione: A Ravenna nelle case dei Polentani. A Rimini nelle case dei Malatesta.
descrizione scena: Appare una camera adorna, vagamente scompartita da formelle che portano istoriette del romanzo di Tristano, tra uccelli fiori frutti imprese. Ricorre sotto il palco, intorno alle pareti, un fregio a guisa di festone dove sono scritte alcune parole d'una canzonetta amorosa. "Meglio m'è dormire guadendo C'avere penzieri veghiando". A destra, nell'angolo, è un letto nascosto da cortine ricchissime; a sinistra, un uscio coverto da una portiera grave; in fondo, una finestra che guarda il Mare Adriatico. Dalla parte dell'uscio è, sollevato da terra due braccia, un coretto per i musici con compartimenti ornati di gentili trafori. Presso la finestra è un leggio con suvvi aperto il libro della Historia di Lancillotto del Lago, composto di grandi membrane alluminate che costringe la legatura forte di due assicelle vestite di velluto vermiglio. Accanto v' è un lettuccio, una sorta di ciscranna senza spalliera e bracciuoli, con molti cuscini di sciamito, posto quasi a paro del davanzale, onde chi vi s'adagi scopre tutta la marina di Rimini. Su un deschetto è uno specchio d'argento, a mano, tra ori, canne, coppette, borse, cinture e altri arredi. Grandi candelieri di ferro s'alzano presso il corretto. Scannelli e predelle sono sparsi all'intorno; e dal mezzo del pavimento sporge il maniglio di una cateratta, per la quale di questa camera si può scendere in un'altra. Si vede Francesca dinanzi al libro, in atto di leggere. Le donne sedute sulle predelle in fondo trapungono gli orli di un sopralletto, ascoltando l'istoria; e ciascuna porta appeso alla cinura un alberello di vetro pieno di perle minute e di stricche d'oro. Il sole del nascente marzo batte su lo zendado chermissino e ne trae un bagliore diffuso che accende i volti chinati all'opra dell'ago. La schiava è presso al davanzale ed esplora attentamente il cielo
atto / scena: Atto III
responsabilità autoriali:
tecnica / materia: Matita, penna e tempera / carta grigia
dimensioni:
  • 580 x 400 mm (disegno)
stato di conservazione: Buono
luogo di conservazione: I-Vgc, ITM
collocazione: Fondo Pierluigi Samaritani, inv. PSAM0191

Area documento di catalogazione