Istituto di Storia dell'Arte / Atlante delle Xilografie italiane del Rinascimento

OGGETTO

definizione: stampa

SOGGETTO

titolo parallelo: The Trinity, the Madonna and Child with Sts Elizabeth of Hungary, Catherine of Alexandria, Lawrence, Paul, Peter, Bartholomew, Clare, Christopher, John and James.

LOCALIZZAZIONE

inv. 45 Ms. Porto 1161 bis

PROVENIENZA

Ravenna, Archivio storico comunale di Ravenna, manoscritto Congregazioni Religiose, S. Maria in Porto, inv. 1161 bis
data uscita: 1938

DATAZIONE

sec. XV, primo quarto

AUTORE

  • Anonimo (incisore, inventore)
ambito culturale: ambito veneto (incisore)
ambito veneto (inventore)

DATI TECNICI

materia del supporto: carta
filigrana: assente

STATO DI CONSERVAZIONE

discreto
indicazioni specifiche: lacune e lacerazioni sia lungo i bordi sia all'interno della composizione, fermate dal supporto su cui sono incollati i frammenti ricomposti

MODALITÀ DI CONSERVAZIONE

RESTAURI

1938
ente responsabile: Biblioteca Apostolica Vaticana

ISCRIZIONI

lingua: latino
tecnica di scrittura: a stampa
tipo di caratteri: gotici
trascrizione: ec /ce/ag/nus/de/i










STEMMI, MARCHI

NOTIZIE STORICO-CRITICHE

La xilografia fu scoperta da Santi Muratori nel 1896: la intitolò il Trionfo della Trinità tra i santi del Paradiso e la definì come la più grande e ‘popolosa' fra quelle conservate a Ravenna. Era incollata sulla legatura di un manoscritto (in seguito, al tempo di Schizzerotto, introvabile) dal titolo Congregazioni Religiose, S. Maria in Porto 1161 bis, conservato in origine presso l'Archivio storico comunale di Ravenna. Fu rimossa dal codice e restaurata nel 1938 alla Biblioteca Vaticana (si veda Lamberto Donati 1938).

La stampa, che presenta lacune nel perimetro e al suo interno, doveva in origine misurare circa mm. 600x400. Era quindi un'opera di grandi dimensioni, rispetto agli standard di questo medium artistico, e doveva essere utilizzata alla stregua di un piccolo dipinto devozionale da appendere. L'immagine era contornata da una cornice in bianco e nero a losanghe di cui resta un frammento nella parte superiore.
Al centro della xilografia è raffigurato un trono gotico con cuspidi e pinnacoli con la Trinità, secondo la formula del Thronum Gratiae (Bellini 1987, p.38), ovvero il Padre Eterno seduto che sostiene la croce con il Figlio, sulla testa del quale scende la colomba dello Spirito Santo. Alla loro destra la Vergine con Gesù Bambino (mancante della testa) in braccio. Tutt'intorno, in file sovrapposte, santi e sante in gran parte riconoscibili, nonostante alcuni siano frammentari: sopra la Vergine un santo martire con palma, alla sua destra una santa che stringe con entrambe le mani un mazzolino di fiori (forse santa Elisabetta d'Ungheria), e, inginocchiata santa Caterina D'Alessandra con la ruota. Dietro di lei si scorge la graticola di san Lorenzo. Sopra al trono, come a proteggerlo, san Paolo e san Pietro, raffigurati in scala ridotta, sono riconoscibili rispettivamente dalla spada e il libro e dalle chiavi. Alla sinistra del trono, dall'alto: san Bartolomeo col coltello, santa Chiara con il libro e la croce, sant'Elena con la croce sulla spalla, san Cristoforo con il Bambino in braccio, san Giovanni Battista e san Giacomo Maggiore con il bordone da pellegrino e il Vangelo. L'insieme sembra immaginato all'aperto, come dimostrerebbe la pianticella ai piedi di San Giovanni Battista.
La stampa è colorata di ‘rosso minio, marrone, giallo opaco applicati con la sagoma' (Schizzerotto, 1971 p.129). La presenza di santi particolarmente legati ai francescani ha fatto ipotizzare a Schizzerotto che la committenza provenga da quest'ordine.
La critica ha collocato cronologicamente la xilografia agli inizi del XV secolo (Donati, Servolini, Schizzerotto) o prima (Campana). Per Hind invece si tratterebbe di un'opera attardata, eseguita a inoltrato Quattrocento. I critici sono concordi nell'attribuirla a un contesto artistico settentrionale. Bellini restringe il campo proponendo l'ambito veronese. In particolare confronta la xilografia con il trecentesco Polittico della Trinità di Turone di Maxio conservato al Museo di Castelvecchio (Si veda catalogo on line Fondazione Cini, scheda 165998).

DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA

tipologia: fotografia digitale
ente proprietario: Ravenna, Istituzione Biblioteca Classense ©

REPERTORI

Schreiber W.L. , Berlin-Leipzig, 1891-1911 , n.749f
Schreiber W.L. , Leipzig, 1926-1930 , n. 749f

BIBLIOGRAFIA

Ricci C. , Bergamo, 1905 , p.113, tav. 86
Schreiber W.L. , Strassburg, 1929 , n. 4
Muratori S. , Milano, 1932 , pp. 248-249
Donati L. , 1938 , p. 8
Servolini L. , Milano, 1950 , pp. 71-72
Rosenthal E. , 1962 , p. 370
Schizzerotto G. , Ravenna, 1971 , n. 45, tav. I
Musper H.Th. , Stüttgart, 1976 , p. 27
, Ravenna, 1987 , pp. 38-39

AUTORE DELLA SCHEDA

Urbini S., 2016
Urbini S., Atlante delle xilografie italiane del Rinascimento, ALU.0058, https://archivi.cini.it/storiaarte/detail/520/stampa-520.html
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